Acquerello di Adelaide Virtuoso

 

 

Sandro Ferrera - tromba, flicorno, compositore

Massimiliano Carlaccini - sax soprano/tenore

Alessandro Bravo - piano

Steve Cantarano - contrabbasso

Alessandro Marzi - batteria

 

 

Si tratta di un lavoro importante, musicalmente ambizioso, ma allo stesso tempo accessibile, due qualità che non facilmente riescono a convivere. Infatti, pur se sembra un album molto costruito, Incontres rispetta un progetto musicale fortemente organico: quasi ogni brano è introdotto da uno strumento solista diverso, che presenta liberamente il pezzo ma non il suo tema, tanto che spesso l'esecuzione del gruppo prende strade ritmiche anche completamente differenti rispetto all'introduzione; e pur se la tonalità musicale dominante è d'ispirazione mediterranea, non mancano concessioni ad altri stili e atmosfere, soprattutto blues.
L'onore e l'onere d'introdurre il primo brano del cd, l'omonimo Incontres, spetta naturalmente alla tromba di Ferrera, che presenta chiaramente l'anima mediterranea dell'intero lavoro, che in questo pezzo in particolare, sostenuto soprattutto dalla tromba, ha un sapore prettamente spagnoleggiante. Una ritmica mediterranea e leggera caratterizza anche il secondo brano, Hotel Paco, introdotto eccentricamente da una breve sonatina classica del piano di Bravo. Luna di Panarea è sicuramente il pezzo di Incontres dalla costruzione più complessa per come è strutturato su radicali cambiamenti di ritmo e tono: introdotto da un assolo molto caldo del sax di Carlaccini, inizia con una sorta di requiem che, dopo aver lasciato spazio a una ritmica jazz molto classica e poi a una breve parentesi d'improvvisazione free, torna di nuovo a chiudere il pezzo.
Il bambino e l'aquila rappresenta il momento più intimista dell'intero lavoro, per solo piano, dai toni iniziali estremamente cupi, e tromba. Le percussioni latine e la batteria di Marzi introducono I faraglioni di Vulcano, una ballata notturna e molto suggestiva. Decisamente accattivante è il blues di For Claudio, in cui è il contrabbasso di Cantarano a dettare i tempi, sostenendo senza l'ausilio della batteria e del piano la sezione ritmica, su cui improvvisano la tromba di Ferrera e il sax di Carlaccini. Conclude Incontres Murcia, che si ricollega idealmente con i primi brani del cd dall'ispirazione più marcatamente mediterranea, interpretata adesso con maggiore enfasi espressiva.
Incontres non soltanto è un album dalle sonorità intriganti, ma rappresenta anche una sapiente combinazione di "incontri" tra stili, strumenti e personalità musicali in grado di rinnovarsi in modo sempre diverso di ascolto in ascolto.


Dario Gentili
- jazzitalia

 

 

"Un meraviglioso viaggio lungo le coste del Mediterraneo, dal quale si snodano storie di "incontri", di luoghi e popoli solo apparentemente distanti.
Questo in soldoni è il succo dell'album che non si limita a parlarci
attraverso brani ben suonati, ma invita all'assaggio di una mescolanza di
musiche influenzate da questo antico mare.
Se questo non bastasse a suscitare un po' della curiosità che io stesso ho provato, ascoltate l'introduzione di tromba di Incontres che, con fraseggio accuratissimo e non comune valorizzazione delle pause e dei silenzi, ci presenta l'itinerario.
L'autore del 'prologo' e ispiratore del progetto è Sandro Ferrera, giovane trombettista di talento al suo secondo album, prodotto sempre dalla APbeat di Roma, che dà subito l'impressione di buona padronanza
tecnica e, soprattutto, di una spiccata sensibilità musicale.
Il secondo brano, Hotel Paco, si apre con una lunga introduzione molto varia grazie alla quale facciamo la conoscenza singolarmente tutti i membri della band: il pianista Alessandro Bravo, il sassofonista Massimiliano Carlaccini, il batterista Alessandro Marzi e il contrabbassista Steve Cantarano. Il brano nella sua sostanza è accattivante nonostante l'accenno iniziale del piano ad una sonatina - ahimè! - sembri allontanarsi un po' troppo dalle atmosfere del viaggio che avevamo intrapreso.
A mano a mano che ci inoltriamo nell'ascolto, ci accorgiamo che l'incontro più importante è quello avvenuto tra i musicisti: ognuno porta un bagaglio di conoscenze diverso, ognuno inizia un nuovo brano con un'improvvisazione, o meglio, un'idea da esporre agli altri. E non è detto che al momento caratterizzante del brano, ovvero il tema principale, non si sia finiti da tutt'altra parte.
L'ultima traccia Murcia, la migliore del disco, sintetizza al meglio tutte le esperienze di questo viaggio, un amalgama di ingredienti mescolati a lungo con un risultato ricco e omogeneo.


 Fausto Vedova - Altrisuoni

 

 

Conosco Sandro Ferrera da una vita, anche se ci siamo incontrati una ventina di volte e parlato molte meno. Ma questo non ha importanza. Ci sono delle comunicazioni tra noi appartenenti al regno animale che avvengono in altre dimensioni, non percettibili dai nostri sensi e quindi non classificabili dalla nostra mente. E' la presenza o meno di questi ignoti segnali che ci dà la sensazione di conoscere una persona da sempre, anche se la quotidianità può costringerci altrove, o non conoscere mai a fondo un'altra anche se frequentata assiduamente.
Io e Sandro, quelle rare volte che ci incontriamo, potremmo anche non parlare; lo facciamo solo per il piacere di sciogliere la lingua, tanto ci siamo già detti in altre dimensioni quello che le parole stanno per enunciare: le nostre essenze si conoscono.
Ascoltare questo suo progetto musicale è stata quindi una piacevole conferma.
Al di là del rapporto personale, credo che INCONTRES voglia significare proprio questo. La rappresentazione per mezzo del linguaggio musicale, senz'altro più completo delle comunicazioni affidate alle parole, delle emozioni che possono scaturire dagli incontri tra le persone.
Nel caso specifico, aiutano Sandro in questa operazione i musicisti che hanno collaborato con lui. Non a caso ognuno dei sette brani del CD inizia con una introduzione affidata di volta in volta ad uno strumento diverso.
Il primo brano che intitola l'album, INCONTRES appunto, viene introdotto dalla tromba di Sandro e confluisce subito dopo in una delicata melodia esposta da Massimiliano Carlaccini al sax soprano (di lui parlerò tra poco). Il brano è concepito come un dialogo tra persone che provengono da mondi culturali diversi. Musicalmente le diverse culture si possono caratterizzare anche per l'uso di determinate scale (o modi), tralasciando gli altri parametri come ritmo, timbri, strutture, ecc.. Nel brano INCONTRES si distingue con chiarezza il mixing di "modi" diversi, da quello che fa echeggiare atmosfere spagnoleggianti fino a quello che mette in evidenza inflessioni tipiche del blues.
Nel secondo brano, HOTEL PACO, il dialogo possiede soprattutto una forte connotazione ritmica. Dopo una introduzione del pianoforte di Alessandro Bravo (di cognome e di fatto, mi si passi la battuta), rappresentata da un accenno di sonatina classica, si sviluppano melodie ed assoli su metri ritmici diversi, sapientemente integrati tra loro, per ottenere il grado di tensione voluto.
LUNA DI PANAREA, il terzo brano, inizia con una introduzione del sax alto di Massimiliano Carlaccini. E qui un sommovimento interiore mi impone uno stop per cercare di esprimere al meglio l'emozione provata all'ascolto di questa introduzione. Nella vita di un musicista, a prescindere dai generi che maggiormente attraggono la sua attenzione, una delle migliori fortune e quella di poter ascoltare dal vivo i grandi maestri. Personalmente essendo un amante abbastanza corrisposto del jazz ho vissuto parecchie di queste emozioni ascoltando e ammirando da vicino Charles Mingus, Gil Evans, Miles Davis, Art Pepper e molti altri. Il destino ha anche voluto che la mia anima venisse profondamente toccata dalla genialità di un mio concittadino che purtroppo ci ha lasciati troppo presto: Massimo Urbani. L'introduzione di Massimiliano Carlaccini ha rievocato in me la poetica di Massimo Urbani. Avendolo conosciuto, sono sicuro che si sarebbe girato ad ascoltarlo con un benevolo ghigno stampato sul volto. Evidentemente anche Massimiliano possiede in qualche angolo del suo essere una sorgente segreta ricca di sensibilità alla quale attingere. A noi non resta che sperare di avere parecchie occasioni per ascoltarlo.
IL BAMBINO E L'AQUILA è un brano esposto da due soli strumenti, pianoforte e tromba, che si fa apprezzare per il tentativo riuscito di descrivere una atmosfera più intimista. Alessandro Bravo è un altro musicista che si ascolta con piacere. E' uno "giusto" che sa come mettere a disposizione della sua sensibilità artistica la sua solida preparazione, maturata anche in altri generi.
Nel brano I FARAGLIONI DI VULCANO la parte introduttiva è affidata alle percussioni e alla batteria di Alessandro Marzi, un giovane musicista che ho ascoltato anche in altre situazioni e che mi ha sempre favorevolmente colpito per la duttilità, la precisione e la capacità non comune di saper ascoltare ed integrare il lavoro degli altri senza essere inutilmente invadente. Ascoltare Alessandro Marzi, specialmente il suo tocco ed il modo di suonare i piatti, mi mette di buon umore e allontana pensieri bui sul futuro di questa musica.
FOR CLAUDIO è il brano dove il ruolo di protagonista è affidato al contrabbasso di Stefano Cantarano. Stefano è una sicurezza. E' uno dei musicisti più apprezzati sul suo strumento ed io ho avuto anche la fortuna di conoscere, rimanendone favorevolmente colpito, anche alcuni suoi lavori in veste di compositore ed arrangiatore per grandi organici. In questo brano si è scelto di non avvalersi di pianoforte e batteria e la grande bravura di Stefano non fa sentire queste assenze. Fa tutto lui anche indirizzando e rendendo facile la vita ai due solisti.
Nell'ultimo brano, MURCIA, riecheggiano alcune atmosfere ascoltate in INCONTRES e LUNA DI PANAREA e questo sottolinea l'uniformità stilistica del progetto.
Concludendo, non mi resta che augurare a Sandro Ferrera il massimo della fortuna per riuscire nella non facile impresa di far conoscere questo suo pregevole lavoro alla più ampia platea possibile. Quando c'è chiarezza di intenti ed onestà intellettuale nelle cose che si fanno, come in questo caso, non si può che ottenere favorevoli riscontri.


Piero Quarta