SANDRO FERRERA Other Quintet

 

The Seven Deadly Sins described in music...

• SANDRO FERRERA Trumpet / Flugelhorn/Composer
• LUCIANO OROLOGI Sax / Bass Clarinet
• ANDREA BIONDI Vibraphone / Percussion
• STEVE CANTARANO Double-bass
• FRANCESCO MENDOLIA Drums

 

When it comes to jazz, the novice listener often has the impression have to have some sort of awe, as if admit "I do not understand, but if you say it is beautiful ... Sometimes, however, are the musicians themselves, sometimes even without realizing it, that power this posting.

SANDRO FERRERA, emerging Italian trumpeter and composer to his fourth album, with his new working titled The Seven Deadly Sins has the merit of what he groped a rapprochement between the musician jazz needs to express and what the novice listener wants to hear, which is why his new CD can be heard by both the experienced musician who by a novice user.

The "7 Deadly Sins", are described with great musical sensitivity and skill Ferrera and talented musicians who share this adventure with him, but also with the passion that too often missing in today's jazz.

Andrea Amati APbeat

Quando si parla di jazz, l'ascoltatore meno esperto ha spesso l'impressione
di doverne avere una sorta di timore reverenziale, quasi a dover
ammettere “non lo capisco, ma se dicono che è musica buona sarà
così...”. A volte però sono gli stessi musicisti, talvolta sia pure senza
accorgersene, ad alimentare questo distacco.
SANDRO FERRERA, emergente trombettista laziale al suo quarto lavoro
discografico, con questo suo nuovo album intitolato I SETTE PECCATI
CAPITALI ha il merito di cercare un avvicinamento fra ciò che il musicista
jazz ha esigenza di esprimere e ciò che l'ascoltatore non smaliziato
può effettivamente voler ascoltare, e l'operazione gli riesce a tal
punto che questo cd ha proprio il pregio di poter essere ascoltato, con
grande piacevolezza ed indistintamente, sia dal musicista esperto che
da un fruitore neofita.
Lo spunto per lo sviluppo compositivo e l'interpretazione di ogni singolo
brano è dato dai “7 peccati capitali”, musicalmente descritti da
Ferrera e dai bravissimi musicisti che dividono con lui questa avventura,
con sensibilità e grande maestria, ma anche con quel cuore che
troppo spesso manca nel jazz odierno. Davvero un bel lavoro quindi,
che sicuramente non mancherà di piacere, oltreché agli appassionati
del genere, anche ad un pubblico che voglia avvicinarsi a questa musica
senza subirne le spesso noiose tendenze autoreferenziali.

Andrea Amati APbeat