Un incontro inaspettato, lì dove tutto inizia per quelli che amano la musica:
il Negozio di strumenti musicali.
Una sera come altre alla fine dell’inverno, ci si guarda, ci si ascolta, ma la scintilla è già scoccata
Una copertina discreta, evocativa, sa di altrove, di vissuto, osservato individualmente ma ancora non condiviso.
C’è voglia di raccontare, come alla fine d’ogni viaggio.
Parliamo ancora, loro due giovani con gli occhi sinceri.
Guardo e riguardo all’essenzialità del messaggio visivo. Bianco e nero ma anche tanto grigio.
Jazz, non è il mio forte, ma da ragazzo ascoltavo i vinili di mio padre cercando il senso del suo amore per le big band e gli autori storici che non mi hanno mai veramente coinvolto…
però… risalgo in macchina, ormai dependance di necessità acustiche impossibili da soddisfare fra le mura domestiche, il disco argenteo in mano, pronto da inserire.   
“Niente di nuovo, forse dovevamo intitolarlo così…”
“C’è solo la voglia di suonare assieme…”
“Cerchiamo di far bene i brani che ci piacciono, abbiamo deciso quali parlando insieme…”
“… però mi sembra che un duo come il nostro, tromba e chitarra, non sia molto diffuso,
anzi non sia stato proprio sperimentato…”.
Strani tempi viviamo, e nello spostamento, attraverso i cristalli che ci separano dal vento insostenibile e dalla velocità del Tempo inesorabile, accade di afferrare involontariamente, ma non distrattamente, la sottile elettricità di magneti delicatamente eccitati ed il vibrare del metallo soffiato…
Sulle nostre strade di provincia luci di taglio, improvvisi leggeri scrosci da piccole pareti grigie mobili, basse ed in primo piano, ed appena prima dello sfondo immenso appaiono tanti azzurri cangianti, poi il vento strambo di questa primavera tardiva arruffa foglie, voli d’uccelli, erbe nuove ancora da crescere.
In queste sequenze di note ritrovo il Lago, quello con le Isole severe e lontane, il Lago osservato in silenzio, scrutato, tanto vicino da sentirne la forza serena, forse la speranza di pace profonda che emana quando c’è bel tempo o nella sospensione della notte.
In questi soffi trattenuti, su queste corde accarezzate c’è intimità, amore..nulla di nuovo…ma l’ho mai veramente vissuta la forza rivoluzionaria di quest’Amore che non è solo sentimento e calorino al cuore?…
Sono in buona compagnia su questa vettura che cammina adeguandosi discretamente all’andare delle note. Scalo, rallento, assecondo il fluire discreto dei brani che dischiudono posti accoglienti,
accelera il mio cuore rivedendo quel volto riflesso sulla vetrina di Tiffany a New York, curva leggera dell’emozione, pochi minuti ancora e ci sono.
Mi fermo, silenzio.
Piove finemente, una silhouette femminile con l’ombrello aperto cammina leggera verso…
E’ ancora presto. Facciamo ancora un po’ di strada assieme, è bello stare insieme voi Sandro e Massimo. Ricomincia il disco.
Musica senza parole la vostra, ho scritto le mie.
Gli altri che vi ascolteranno aggiungeranno le loro, e ce ne saranno tante in questa Primavera, ne sono sicuro, tante parole  per condividere emozioni,  per colmare le distanze che ci separano.
Buon Viaggio.

Guido Landucci

 

 

 


Sandro Ferrera tromba/flicorno

Massimo Lattanzi chitarra

 

foto di Marco Cristofari